La nuova disposizione, prevista dalla modifica al decreto sostegni di prossima conversione è finalizzata a estendere l’agevolazione a tutti i contribuenti titolari di partita Iva, potendo beneficiare dell’esenzioni dalla rata di giugno già disposte dall’ultima legge di bilancio, per i settori economici più duramente compromessi dall’epidemia, con l’articolo 1, comma 599.

L’agevolazione compete esclusivamente per gli «immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori» a coloro che possono, anche potenzialmente, beneficiare del contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 1 del Dl 41/2021 al sussistere di tutti i requisiti imposti da quest’ultima disposizione. È necessario, pertanto, che imprese e professionisti siano titolari di partita Iva attiva alla data del 23 marzo 2021 e siano stati interessati dal calo minimo del 30% della media mensile di fatturato e corrispettivi realizzati nel 2020 rispetto alla medesima media mensile del 2019. Naturalmente all’ulteriore condizione di non aver superato nel 2019 la soglia di 10 milioni di euro di ricavi e compensi. Come per il contributo a fondo perduto, è possibile non osservare il requisito del calo di fatturato in caso di attivazione della partita Iva successiva al 31 dicembre 2018.

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